Author: pierluigimastroserio

Giovedi, 27 aprile 2017

“Gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla nostra stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna. Sono uomini e donne dai quali abbiamo ricevuto molto. L’anziano non è un alieno. L’anziano siamo noi: fra poco, fra molto, inevitabilmente comunque, anche se non ci pensiamo. E se noi non impariamo a trattare bene gli anziani, così tratteranno noi”.

Papa Francesco

Messaggio per la giornata del 1° maggio 2017

“Lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno abbiamo annunziato il Vangelo di Dio” (I Ts 2,9)

Primo maggio. Si può ancora, nel 2017, parlare di festa del lavoro? Si può ancora festeggiare la conquista sacrosanta dei diritti per la dignità dei lavoratori? Tra le sfide che caratterizzano la nostra situazione constatiamo un tasso di disoccupazione ancora troppo alto (attorno al 12%, con punte vicine al 40% tra i giovani e vicino al 20% al Sud); 8 milioni di persone a rischio di povertà, spesso a causa di un lavoro precario o mal pagato, più di 4 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta.  Nonostante la lieve inversione di tendenza registrata negli ultimi anni, il lavoro rimane un’ emergenza nazionale. Per tornare a guadare con ottimismo al proprio futuro, l’Italia deve mettere il lavoro al primo posto.

 Primo maggio. Sì, noi non vogliamo lasciar morire questa ricorrenza, perché il nostro Paese, ce lo dice la nostra Costituzione, è fondato sul lavoro, perché senza il lavoro l’uomo perde anche la propria dignità, perché vogliamo essere vicini a chi è maggiormente in difficoltà a causa di questa crisi, perché non vogliamo lasciar morire la speranza di risalire dalla china che stiamo percorrendo.

Non sarà possibile nessuna reale ripresa economica senza che sia riconosciuto a tutti il diritto al lavoro e promosse le condizioni che lo rendano effettivo (Costituzione Italiana, art.4). Combattere tutte le forme di sfruttamento e sperequazione retributiva, rimane obiettivo prioritario di ogni progresso sociale.

 Primo maggio. Per noi è anche la festa di san Giuseppe, patrono dei lavoratori, un esempio limpido di fedeltà e di fiducia. Fedeltà ai valori (famiglia, amore coniugale), fiducia in Dio e quindi nel futuro

La soluzione dei problemi economici e occupazionali – così urgente nell’Italia di oggi – non può essere raggiunta senza una conversione spirituale che permetta di tornare ad apprezzare l’integralità dell’esperienza lavorativa.

Il 1 maggio alle  ore 9,30, in Cattedrale, siamo tutti invitati a partecipare alla Santa Messa presieduta dal vescovo Luigi Renna.

Martedi, 25 aprile 2017

“Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo”.

Papa Francesco

Lunedi, 24 aprile 2017

“Ecco la stupenda realtà della speranza: confidando nel Signore si diventa come Lui, la sua benedizione ci trasforma in suoi figli, che condividono la sua vita. La speranza in Dio ci fa entrare, per così dire, nel raggio d’azione del suo ricordo, della sua memoria che ci benedice e ci salva. E allora può sgorgare l’alleluia, la lode al Dio vivo e vero”.

Papa Francesco
(Udienza Generale mercoledì 11 gennaio 2017)