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Lettera aperta alla Città di Cerignola del vescovo Luigi Renna

La notizia che il Consiglio Comunale, nella sua unanimità – per la quale esprimo la mia sincera gratitudine al Sindaco e ai Consiglieri tutti – ha approvato la delibera che permette di costruire il Centro di integrazione per immigrati “Santa Giuseppina Bakhita”, su un piccolo appezzamento di terreno in località Tre Titoli, non può che riempire di gioia non solo me e i tanti che hanno voluto questo progetto, che hanno donato le loro energie e dato il loro contributo, ma rallegra soprattutto le persone – 300 circa – che abitano quella zona, lavorano, vivono nella precarietà igienica e purtroppo vengono sfruttate.

Sono i “negr”, come li chiama qualcuno senza andare al di là del colore della pelle, senza mai fissare negli occhi questi figli di Dio, quando magari da loro si comprano delle scarpe con pochi euro, si sfrutta il loro corpo, li si rende schiavi nel lavoro nero… Sono come tanti nostri padri e nonni che, con le valigie di cartone, andarono a lavorare in Germania, a Torino e a Milano, rinunciando al calore familiare dei loro affetti. Sono migranti come loro… Sono persone che hanno gli stessi diritti dei braccianti, quelli per cui Giuseppe Di Vittorio lottò. Oggi Di Vittorio e il nostro don Antonio Palladino si sarebbero battuti anche per i migranti dei nostri ghetti extraurbani, perché i diritti non hanno colore. Lo avrebbero fatto senza urlare, con fermezza e ostinazione, finché non sarebbero stati ascoltati.

Cosa si costruirà a Tre Titoli? Chi legge i giornali, chi segue la vita della Chiesa a cui appartiene, sa che sarà un centro costituito da una tettoia, due sale, un piccolo ambulatorio medico, acqua corrente, un luogo che permetterà a questi nostri fratelli e sorelle di incontrarsi per pregare – come fanno da anni ogni mercoledì – per parlare, per essere ascoltati e curati. Si costruirà con i fondi raccolti nelle nostre parrocchie durante l’Anno Santo della Misericordia e con quelli dell’Otto per Mille – per il Centro “Santa Giuseppina” messi a disposizione con intervento straordinario dalla Conferenza Episcopale Italiana – gli stessi che permettono alla mensa di Piano delle Fosse di distribuire pasti ogni giorno ai poveri; di far funzionare, da oltre vent’anni, il Centro Sociale “Ven. Antonio Palladino” in collaborazione con le Amministrazioni Comunali susseguitesi in questo periodo; il Centro di Ascolto “San Martino” e l’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse; nonché tutte le Caritas parrocchiali della Città che permettono, fra i tanti servizi offerti, anche di fare la spesa alle famiglie che non ce la fanno e di pagare qualche bolletta. Senza scriverlo sui giornali, perché la legge della Chiesa è il Vangelo che afferma: “Non sappia la tua destra quello che fa la sinistra” (Mt 6,3)!

E se a Cerignola dobbiamo essere insultati perché cerchiamo di mettere in pratica il Vangelo, ben venga. Conosco e prego per i sacerdoti, le suore, i volontari che silenziosamente edificano la storia di carità della nostra Città. Non importa che si sappia o meno: lo sanno i poveri che non esporrò certo sui giornali, e che hanno pudore a chiedere…

Coraggio, cari Cerignolani, siate degni della vostra tradizione di popolo di lavoratori, di popolo che ama e difende i diritti, di gente che sa la durezza dell’emigrazione,  che ama il Vangelo di quel Bambino che la Madonna  di Ripalta annuncia e incarna.  Quando vedrete il Centro “Santa Giuseppina” capirete. Ma abbiate anche occhi per vedere la carità e il bene che si fa quotidianamente, negli oratori che in questi giorni strappano i bambini alla strada, nei centri sociali, nelle associazioni ecclesiali e laiche che aiutano centinaia di persone.

Che Dio ci benedica con il dono della pace.

Cerignola, 12 luglio 2017.

Il vostro vescovo Luigi

Festa in onore della Madonna di Ripalta a Torino con il vescovo Luigi Renna

Solenni festeggiamenti in onore della Madonna di Ripalta si svolgeranno a Torino sabato, 20 maggio 2017, e domenica, 21 maggio 2017. La 36a edizione della festa in onore della Protettrice della Città di Cerignola e della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, organizzata dai membri dell’Associazione «La Cicogna tra i Cerignolani residenti a Torino e nel Piemonte», avrà il suo cuore pulsante nella chiesa Regina della Pace (Corso Giulio Cesare, 80 – Torino).

Questi gli appuntamenti previsti dal programma: sabato, alle ore 17, santo rosario meditato; domenica, a partire dalle ore 10, concerto della Banda G.T.T. di Torino; alle ore 17,30, celebrazione eucaristica presieduta da Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, Vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano; al termine, la processione attraverserà alcune delle principali vie del quartiere.

Discorso alla città di Cerignola al termine della Via Crucis in Piazza Duomo

Cari fratelli e sorelle, care autorità civili e militari qui convenute, questa sera la nostra Città si è fermata e si è sentita unita. Chi ha questa capacità di farci sostare pensosi, di sentire che le ore di questo giorno sono sante, quasi scandite dal racconto evangelico: l’ora terza, l’ora sesta, fino all’ora nona, vale a dire le 15, in cui molti di noi hanno preso parte alla liturgia della Passione? E’ la Croce di Cristo, che ha in sé una forza di attrazione che dopo Duemila anni ci stupisce ancora. Davanti ad Essa tutti quanti deponiamo le difese delle differenze, dei ruoli, delle appartenenze, perché la Croce di Cristo parla, con la sua forza, a tutti gli uomini e a tutte le età della vita. Oggi, baciando la Croce ciascuno si è sentito accolto dal Signore, ha sentito che la propria sofferenza non è indifferente a Dio, che l’ha fatta propria e condivide il dolore di ogni uomo, donando la consolazione della sua presenza. Nessuno di noi può dire: “Dalla croce sono tornato uguale”, perché in essa ha sentito la forza della misericordia di Dio…

Comunicare speranza e fiducia – Webinar 2017

A partire dalle parole di Papa Francesco, cinque “dialoghi” per una comunicazione più autentica. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Papa Francesco invita a riflettere sul rapporto tra comunicazione e speranza per diventare capaci di una testimonianza autentica e carica di fiducia.

Per comprendere meglio e concretizzare le numerose indicazioni che il Papa offre all’interno del suo messaggio, l’Associazione WebCattolici Italiani (WeCa), in collaborazione con l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, propone dal 26 aprile al 24 maggio 2017 cinque incontri in diretta streaming con esperti in materia di educazione, politica, società e pastorale nel solco dei webinar degli scorsi anni.

Questi cinque brevi “dialoghi”, condotti dal giornalista di TV2000 Fabio Bolzetta, serviranno a capire come, sull’esempio di Papa Francesco, sia possibile rendere più autentica ogni nostra comunicazione, piena di speranza e capace di testimonianza.

Gli incontri, accessibili a tutti, sono una preziosa opportunità di approfondimento e di formazione per gli operatori di pastorale nelle diocesi, nelle associazioni e nelle parrocchie, per insegnanti ed educatori, per chi è impegnato nella politica e nel terzo settore e per tutti coloro che a vario titolo si spendono nel mondo della comunicazione.

Le dirette saranno disponibili sul sito www.weca.it e sulla pagina Facebook di WeCa.

Il calendario: 26 aprile, 3 maggio, 10 maggio, 17 maggio, 24 maggio.

Ogni appuntamento inizierà alle ore 18.30 per concludersi alle 18.55. È possibile intervenire in diretta inviando domande all’indirizzo incontri@webcattolici.it, commentando sulla pagina Facebook di WeCa e su Twitter con l’hashtag #incontriweca. Non serve alcuna prenotazione: è utile però manifestare il proprio interesse inviando una mail all’indirizzo incontri@webcattolici.it per venire informati durante tutta la durata della proposta.

I “dialoghi” saranno resi immediatamente disponibili dopo la diretta streaming sul sito e sui profili social di WeCa per essere seguiti in differita.

Per ogni informazione visita il sito www.weca.it e segui WeCa su Facebook!

www.chiesacattolica.it/gmcs2017

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Per la pagina di presentazione dei relatori

Tempo di post-coscienza

Francesco Occhetta, Gesuita, La Civiltà Cattolica

26 aprile

È possibile ritornare a distinguere il vero dal falso, il bene dal male? Quasi un secolo fa, Joseph Pulitzer aveva definito il giornalista «la vedetta sul ponte di comando della nave dello Stato». Ci chiediamo: è ancora possibile, di fronte all’eclissi della coscienza sociale, che l’unica vedetta siano i giornalisti? Come possiamo rendere corresponsabili tutti i comunicatori?

Avere fiducia

Salvatore Natoli, Filosofo

3 maggio

Viviamo in un tempo in cui si parla tanto di “perdita della fiducia” e soprattutto della fides publica, quella nelle istituzioni e nella politica. Resta, comunque, il fatto che nonostante e oltre le delusioni, gli uomini bene o male continuano a fidarsi. Perché? Per rispondere a quest’interrogativo bisogna cercare di comprendere, e nel profondo, cosa sia fiducia, individuare il terreno dove nasce.

 

Educare all’informazione

Pier Cesare Rivoltella, CREMIT, Università Cattolica

10 maggio

Cosa significa educare il cittadino, minore o adulto che sia, a un corretto rapporto con l’informazione? Anzitutto sviluppare il suo senso critico, attrezzarlo perché non si accontenti di quello che gli viene presentato come vero. In secondo luogo, sviluppare la sua responsabilità. Questo due aspetti risultano centrali parlando di educazione all’informazione.

La comunicazione autentica

Adriano Fabris, Università di Pisa

17 maggio

Cosa intendiamo per comunicazione “autentica”? Per rispondere dobbiamo soffermarci sul concetto di autenticità, ovvero il tentativo di manifestarsi per quello che si è, e di esprimersi come tali. Ha a che fare con la veridicità e con la veracità, con la corrispondenza fra ciò che dico e ciò che sono e coinvolge anche la questione di una testimonianza convincente.

Proposte e strumenti per una nuova cultura dell’informazione

Alessandra Carenzio, Marco Rondonotti, CREMIT, Università Cattolica

24 maggio

Dalla lettura del Messaggio emergono numerosi temi decisivi: la promozione della speranza, l’attenzione per una comunicazione autentica e veritiera, la predisposizione di strumenti di ascolto e la responsabilità reciproca nella relazione comunicativa. Si tratta di tematiche percepite come centrali per il lavoro educativo svolto con giovani e adulti per i quali sono stati costruiti una serie di strumenti operativi e di proposte per una nuova cultura dell’informazione