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Il nostro Natale, fra decreti degli uomini e progetti di Dio che danno speranza – Omelia nella Santa Messa della Notte di Natale

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra” (Lc 2,1). Mai come in quest’anno siamo stati messi nella condizione di comprendere il senso di un decreto volto a regolamentare la vita civile: la situazione della pandemia ci accomuna ad altri popoli per i provvedimenti presi dalle autorità competenti, per il nostro bene comune. Il decreto di Cesare Augusto, per censire gli abitanti del vasto Impero romano, mobilitò le popolazioni perché andassero a farsi registrare nel loro luogo d’origine; i decreti di questi giorni ci costringono a fermarci e regolamentano giustamente i nostri spostamenti, per salvaguardare la vita e la salute dei più fragili.

Nelle pieghe di questo momento storico, i progetti di Dio avanzano silenziosamente e non vengono intrappolati: Dio agisce sempre con il suo amore di Padre ed illumina anche il nostro tempo, nel quale l’attenzione può essere giustamente catturata da ciò che responsabilmente dobbiamo fare o da ciò che ci manca, e per cui sentiamo sofferenza e dolore. Manifesto vicinanza e prego per i malati ricoverati nei reparti Covid, in attesa di vedere la luce al di fuori del tunnel; per tutte quelle persone che, in questi giorni, non potranno avere la gioia di riabbracciare i loro figli o i loro anziani genitori; inoltre, con voi tutti manifesto gratitudine a chi sta facendo il proprio dovere sia nelle corsie degli ospedali, sia per le strade, per controllare comportamenti che potrebbero essere nocivi alla salute pubblica.

Dio è nato e continuiamo a celebrare la sua nascita in tutte le epoche della storia perché da quando è stato dato alla luce a Betlemme dalla Vergine Maria, non ha mai abbandonato il mondo, e in esso misteriosamente continua ad agire con la forza della sua Grazia e attraverso la testimonianza di chi crede in Lui e si fa suo strumento. Non hanno fermato l’annuncio della sua nascita neppure quei decreti che hanno annunciato la morte di Dio nei Paesi che si sono proclamati atei; né lo fermeranno quelle leggi economiche che decretano nei loro sistemi la morte dei poveri o il loro sempre maggiore impoverimento.

I poveri ci sono ancora: sono la negazione della nostra capacità di essere fratelli e di attuare i progetti di Dio, e il Papa ci ricorda che “Quando si dice che il mondo moderno ha ridotto la povertà, lo si fa misurandola con criteri di altre epoche non paragonabili con la realtà attuale. Infatti, in altri tempi, per esempio, non avere accesso all’energia elettrica non era considerato un segno di povertà e non era motivo di grave disagio. La povertà si analizza e si intende sempre nel contesto delle possibilità reali di un momento storico concreto” (Fratelli tutti, 21).

Gesù Cristo è nato e l’annuncio della sua nascita si diffonde nel mondo ripetendo quelle espressioni che furono proclamate ai pastori, primi destinatari non dei decreti di Cesare, ma di quelli di Dio che, nel suo protocollo e nelle epigrafi delle sue missive, privilegia sempre i poveri; e noi forse non l’abbiamo ancora capito. Alla vista dell’angelo i pastori si impauriscono e anche per loro risuona quel “Non temete!” che non ci lascia soli nella storia. Non lascia sola Maria, Giuseppe, neppure Zaccaria, il padre del Battista, povero di fede e di speranza. Questo invito carico di speranza nel futuro è stato il messaggio che come Vescovo ho voluto consegnare ad ognuno, come eco di quello dell’angelo, messaggero di Dio. E ad esso ho accostato le parole di un annunciatore della pace come don Tonino Bello, che esorta, quando la paura bussa alla nostra porta, di inviare ad aprire la fede, la speranza, la carità, per ricevere la bella sorpresa, che essa ha già tagliato la corda, e dietro la porta non troviamo più nessuno.

L’angelo che appare ai pastori dà sostanza al suo messaggio e non si ferma ad una vuota rassicurazione perché prosegue: “Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,11). Anche qui la notizia è delle più belle. Anzi, la più bella. Perché quei pastori al fuoco dei loro bivacchi non si sentissero esclusi, come di fatto lo erano già, dal Tempio, dalle piazze, dai giorni di festa, ma fossero i primi invitati a far visita al Signore, ed è per questo che ricevono un segno con cui lo riconosceranno: il Salvatore sarà un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. Un segno non di distinzione, ma di vicinanza alla loro condizione, perché forse anche le loro mogli, quando portavano loro il cibo dalle loro case, posavano i loro lattanti sulla paglia, nelle mangiatoie delle stalle.

La mangiatoia e le fasce sono il segno distintivo di Dio fatto uomo, segno di vicinanza, di prossimità, di fraternità, che sovverte tutti i canoni umani, anche quelli della Rivoluzione francese che, in cima agli alberi della libertà, ha issato il trinomio libertà, uguaglianza, fraternità. Gesù Cristo non parte dalla libertà, né dall’uguaglianza, ma dal sentirsi fratello, per farci capire quando si è davvero liberi dai lacci dell’egoismo: se ami una persona come un fratello, non la incateni ai tuoi pregiudizi, alle tue voglie, a un salario di fame che ne fa solo un dipendente o, peggio, lo rende schiavo. Se ami uno come un fratello lo consideri uguale, figlio dello stesso Padre che è nei cieli.

Papa Francesco ce lo ha ribadito: che cosa accade se la libertà non è animata dalla fraternità? Egli risponde: “Succede che la libertà si restringe, risultando così piuttosto una condizione di solitudine, di pura autonomia per appartenere a qualcuno o a qualcosa, o solo per possedere e godere. Questo non esaurisce affatto la ricchezza della libertà, che è orientata soprattutto all’amore” (Fratelli tutti, 103).

E cosa accade se si vuole essere uguali, ma senza passare dalla fraternità? Risponde ancora il Papa: “Neppure l’uguaglianza si ottiene definendo in astratto che ‘tutti gli esseri umani sono uguali’, bensì è il risultato della coltivazione consapevole e pedagogica della fraternità. Coloro che sono capaci solamente di essere soci creano mondi chiusi” (Fratelli tutti, 104).

Quella notte, il “Non temere!” si è arricchito di una certezza, che cioè Dio si è fatto vicino, che tutti gli uomini sono amati dal Signore, che Dio è venuto ad indicare una strada di salvezza per i credenti, ma anche per i non credenti, che è la fraternità.

E allora, mentre i decreti, come al tempo di Cesare Augusto, vogliono giustamente regolare la nostra vita civile, scopriamo che i progetti di Dio vanno oltre, e ci fanno andare al di là delle preoccupazioni del momento, perché ci interpellano per un futuro migliore. Ci invitano a non temere e ad andare verso gli altri con l’umiltà di chi si sente fragile – la pandemia ce lo ha ricordato – e nessuno si può sentire estraneo agli altri.

I progetti del Signore ci invitano ad andare verso gli altri come verso fratelli, e a misurare la nostra libertà e il nostro desiderio di essere uguali con la verità della fraternità. La pandemia ci aiuti ad essere meno egoisti, più solidali, più consapevoli della fragilità nostra e degli altri, più fratelli.

Il sigillo di Dio a questo annuncio è il canto degli angeli “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore”: cioè tutti gli uomini, perché Dio ama tutti!

Il sigillo dei pastori è il loro muovere i passi verso il Dio fatto Bambino, il Figlio di Dio che si è fatto nostro fratello, in una transumanza che ci fa uscire da egoismi e assopimenti della nostra fede, nei quali, se ci crogioliamo, perdiamo la gioia di incontrare il Signore. Perciò, come i pastori, “Andiamo fino a Betlemme”. Ognuno sa quale Betlemme lo attende, per incontrare Cristo Gesù, per incontrare il fratello.

 

 

† Luigi Renna

Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano

“Non temete: ecco vi annuncio una grande gioia” (Lc 2,10) – Il Messaggio per il Natale 2020 del vescovo Luigi Renna

In un tempo caratterizzato “da una giusta prudenza” per arginare la diffusione del Covid-19 e segnato “dalla tristezza per la perdita di qualche persona cara”, Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, invita i diocesani a non avere timore, facendosi voce “dell’annuncio degli angeli ai pastori nella notte di Natale”: “Non temete” diventa la certezza di “una Presenza che da quell’‘oggi’ di più di duemila anni fa, non ha più abbandonato l’umanità: il Figlio di Dio fatto uomo”, concretizzandosi nella “vicinanza orante a chi è malato, a chi sta piangendo un amico o un parente deceduto, a chi fa fatica a sorridere, a credere e a sperare”.

Speranza e fiducia impregnano una riflessione che, lasciandosi guidare dai protagonisti del presepe, individua nel tempo dell’attesa lo spazio utile per la realizzazione dei “progetti di Dio”: “Quel ‘Non temere’ – scrive il vescovo Renna – irrompa come un raggio di luce nelle fitte tenebre del mondo e fughi ogni paura! È una cosa terribile la paura, perché blocca le mani che non riescono più ad abbracciare, i piedi che non ardiscono più di camminare, gli occhi che non scorgono un orizzonte”.

Cita Ermes Ronchi, don Tonino Bello, John Henry Newman, il Vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano per ribadire, in forma chiara, che “Il Natale arriva per annunciarci una verità valida per ogni giorno dell’anno: ‘Oggi è nato per noi un Salvatore!’ è il motivo grande per non temere, perché questo Dio non ci fa fuggire dalla storia e dalla responsabilità, ma si ‘tuffa’ nella nostra umanità, e ci invita ad andare oltre le nostre piccole visioni ristrette, ci rassicura che Dio è premuroso verso i suoi figli, tutti ‘amati dal Signore’, e ci fa incamminare su una strada che porta alla luce”.

Scaturisce da tali premesse l’esempio da imitare ponendosi alla scuola di quei viandanti che, illuminati dalla luce del Natale, dopo aver ricevuto l’annuncio, “si mettono in cammino”: “Maria va incontro a sua cugina Elisabetta, Giuseppe va da Maria per prenderla come sposa, Zaccaria da sua moglie e la rende madre, i pastori vanno a Betlemme e adorano il Bambino avvolto in fasce, deposto in una mangiatoia”. Quello ieri continua a costituire il modello per l’oggi che, nel tempo della pandemia, diventa invito a “pregare in famiglia” o “da soli”; a “curare” e a “non abbandonare” per essere investiti dalla “valanga d’amore che travolge tutti con la carità”; a “essere prudenti” per “sentirsi responsabili della salute degli altri”.

Non manca, nel Messaggio del Vescovo, l’attenzione all’altro, nella constatazione che non è sufficiente condividere qualcosa, “ma la vita, con i suoi pensieri, le sue risorse, i suoi slanci”. “Dico a voi – è l’esortazione che mons. Renna rivolge ai ragazzi e giovani – avete pensato tra i regali da fare, anche un dono per una persona sola, povera, emarginata, magari anche sconosciuta? Provate a condividere! Diventate gli ‘artigiani della fiducia nel futuro’. E vi sentirete più felici!”.

A tale proposito la Diocesi ha organizzato, attraverso la Caritas, una raccolta alimentare nelle parrocchie, da domenica 20 fino a mercoledì, 23 dicembre 2020, per il sostegno di tante famiglie: ci si potrà recare nella propria parrocchia o alla sede della Casa della Carità, sita al Piano delle Fosse (in mattinata), per offrire un pacco dono che sarà distribuito alle famiglie seguite dalla Caritas.

Per gli adulti, l’invito del Vescovo diventa stimolo a evitare il “grande spreco” e l’“inutile fracasso” per un “Natale più sobrio”, sottraendosi alla “pessima usanza (…) degli spari e dei botti” perché la Notte Santa risuoni “di fede e gioia familiare”. A questo proposito, la “Preghiera davanti al presepe” offre uno schema che invita la famiglia, in questa situazione di emergenza, a vivere un momento di preghiera.

Un piccolo segno della Natività del Signore, inoltre, sarà la proiezione di una immagine della Madonna col Bambino sulla facciata del Duomo, dal 19 dicembre al 6 gennaio: grazie ad alcuni benefattori che sono voluti rimanere anonimi e alla Curia Vescovile, questo segno di fede e di speranza illuminerà la città.

Scomparso don Claudio Visconti, vice parroco della chiesa dello Spirito Santo

È venuto a mancare oggi, 19 dicembre 2020, nell’Hospice “Mons. Aurelio Marena” di Bitonto, don Claudio Visconti, 55 anni, vice parroco della chiesa dello Spirito Santo a Cerignola. I funerali, presieduti da Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, si svolgeranno lunedì, 21 dicembre 2020, con inizio alle ore 10, nella Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo a Cerignola. Al termine la salma raggiungerà Carapelle.

Lettera di accompagnamento al messaggio per la Giornata del Seminario

Carissimi fratelli presbiteri e diaconi, religiosi e religiose come ogni anno, ci incamminiamo verso il Santo Natale ed un appuntamento a noi caro è quello della Giornata del Seminario, che nella nostra Diocesi si celebra nella solennità dell’Immacolata concezione di Maria. Specialmente in questo giorno, accompagniamo, con la preghiera e con l’affetto di sempre, i nostri seminaristi Giuseppe, Agostino, Pasquale, Domenico e il piccolo Michele, che quest’anno affrontano una formazione differente, seppur intensa ed entusiasmante. Vi ricordo, come già il Vescovo nel suo messaggio, l’invito a far partecipare agli incontri vocazionali del gruppo “Se vuoi”, quei ragazzi che, nelle vostre parrocchie, si pongono interrogativi seri riguardo alla propria vocazione e tutti
coloro che, a parer vostro, possano crescere e rimanere edificati nello sperimentare la bellezza di un accompagnamento spirituale, per poter discernere la propria vocazione.
Gli appuntamenti di questi incontri sono ogni terzo sabato del mese (19/12; 16/01; 20/02; 20/03; 17/04; 15/05), presso il Seminario Vescovile, alle ore 16:00.
In allegato con il messaggio del vescovo troverete anche le preghiere dei fedeli da aggiungere come intenzioni nella liturgia Eucaristica, perché tutta la Diocesi si trovi concorde nel pregare il Signore della messe nelle nostre realtà parrocchiali e cittadine.
Grazie per la vostra preghiera e collaborazione.

Un caro saluto

† Luigi Renna
Vescovo

I nuovi cibori in marmo della Cattedrale di Cerignola

Due nuovi cibori in marmo arricchiscono il patrimonio della Cattedrale di Cerignola. Il progetto, previsto nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario dell’istituzione della Diocesi di Cerignola (1819-2019) concluso un anno fa, si completa in questi giorni a causa dei tempi di progettazione e delle fasi di esecuzione, rallentati dal lockdown della scorsa primavera. La realizzazione dei due cibori, che ben si armonizzano con l’altare in marmo della Cappella del Santissimo Sacramento, è stata affidata per la progettazione all’architetto Tommaso Massarelli e per la costruzione alla “Ditta Marmi” di Germinario Luigi di Canosa di Puglia.

Il “Grazie!” più sentito va al signor Edgardo Grillo, munifico offerente delle due eleganti strutture marmoree, che ha voluto abbellire la Cattedrale con i cibori in ricordo dei suoi genitori, Italo e Maria Paolillo, e di sua sorella Ornella.

I manufatti marmorei sono stati realizzati ai lati della Cappella. A sinistra, guardando il Crocifisso, è stata collocata la statua della Madre di Dio e delle Grazie (sec. XIII), proveniente dall’antica chiesa del Padreterno, conservata in questi anni nel Polo Museale “Mons. Felice di Molfetta” di Ascoli Satriano; la statua lignea raffigura la Vergine con il Bambino ed è l’immagine più antica della Madre di Dio, insieme all’Icona della Madonna di Ripalta, venerata a Cerignola. A destra è stato posizionato il busto argenteo del Patrono della Città, San Pietro Apostolo, opera del maestro Igino Legnaghi di Verona. La Cappella del Santissimo Sacramento, con la Presenza Eucaristica, con il Crocifisso del Trecento, con le immagini della Vergine e di San Pietro, diventa così il cuore della Cattedrale.

Il vescovo Luigi Renna ringrazia, oltre al signor Edgardo Grillo, al signor Luigi Germinario con le maestranze, alla Ditta “Metta Luigi”, al signor Antonio Stringaro e al maestro Gaetano Russo, anche il Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, sac. Ignazio Pedone, e il Direttore dell’Ufficio Tecnico Diocesano, geom. Antonio Totaro, per aver seguito con amore e competenza i lavori nelle loro varie fasi.

UN PELLEGRINAGGIO SPIRITUALE DELLE FAMIGLIE PER AFFIDARCI A MARIA SANTISSIMA DI RIPALTA – Preghiamo per gli ammalati di Covid-19, perché cessi la pandemia e aumenti la responsabilità in tutti noi

Carissimi papà e mamme, giovani, ragazzi e ragazze, fanciulli e fanciulle,

carissimi nonni,

negli ultimi anni, nel mese di novembre, ci siamo recati in pellegrinaggio ad alcuni Santuari mariani che ci hanno permesso di vivere momenti di ascolto – ricordo lo scorso

anno la bella relazione del frate minore padre Giulio Michelini – di preghiera e di affidamento alla Regina della Famiglia, nonché di fraternità. Le condizioni attuali limitano i nostri movimenti, ma non ci impediscono di essere creativi nel cercare forme nuove e adatte al momento, per continuare a pregare e a sentirci uniti nel Signore.

Quest’anno, d’intesa con l’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, vi invito a cogliere l’opportunità della presenza dell’Icona della Madonna di Ripalta nel Duomo, per vivere il nostro pellegrinaggio, in un momento di preghiera del Rosario e dell’Atto di Affidamento a Maria, proprio nella nostra Cattedrale. Potremo unirci in preghiera sulla pagina Facebook diocesana sabato, 14 novembre 2020, alle ore 16,30. Alla stessa ora le parrocchie saranno aperte per una preghiera corale in collegamento streaming.

In questi mesi, per percorrere la via della speranza e non “fuggire” dalla strada di Emmaus dove il Signore ci incontra, vi invito a recuperare l’importanza della bellezza di essere “chiesa domestica”: da una famiglia che sa lasciarsi accompagnare dal Signore, come i due discepoli, e che sa a sua volta accompagnare, potremo essere generativi di una umanità sana e credente. Non è una novità che tutti siamo stati pieni di stupore per le meraviglie che il Signore ha compiuto in un giovane che è stato beatificato di recente, Carlo Acutis, adolescente millennial come i vostri figli. Pregheremo perciò per le nostre famiglie, perché diventino il luogo dove i genitori sappiano guidare i loro figli con amore e fede, e i figli sappiano crescere con libertà e responsabilità, con uno slancio nuovo per la loro esistenza di credenti.

Pregheremo per gli ammalati di Covid-19, per il cardinal Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, per le famiglie che stanno vivendo momenti di sofferenza, per gli operatori sanitari dei nostri ospedali, in primis del “Tatarella” di Cerignola; imploreremo il Signore perché cessi la pandemia e l’intera umanità possa conoscere nuovi momenti di serenità, segnati da quanto di importante ci sta insegnando questo tempo, soprattutto la cura delle persone e delle relazioni.

Vi saluto affettuosamente e vi benedico!

   + Luigi, vescovo

Pellegrinaggio Spirituale Diocesano – Appuntamento in Cattedrale, a Cerignola, il 14 novembre 2020

Carissimi papà e mamme,

giovani, ragazzi e ragazze,

fanciulli e fanciulle,

carissimi nonni,

negli ultimi anni, con le famiglie della diocesi, nel mese di novembre, ci siamo recati in pellegrinaggio ad alcuni Santuari mariani che ci hanno permesso di vivere momenti di ascolto – ricordo lo scorso anno la bella relazione del frate minore padre Giulio Michelini – di preghiera e di affidamento alla Regina della Famiglia, nonché di fraternità. Le condizioni attuali limitano i nostri movimenti, ma non ci impediscono di essere creativi nel cercare forme nuove e adatte al momento, per continuare a pregare e a sentirci uniti nel Signore.

Quest’anno, d’intesa con l’Ufficio Diocesano di Pastorale Familiare, vi invito a cogliere l’opportunità della presenza dell’Icona della Madonna di Ripalta nel Duomo, per vivere il nostro pellegrinaggio, in un momento di preghiera del Rosario e dell’Atto di Affidamento a Maria, proprio nella nostra Cattedrale, che si terrà sabato, 14 novembre 2020, con inizio alle ore 17. Potremo essere presenti – tre coppie per parrocchia – e unirci in preghiera sulla pagina Facebook della Diocesi (Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano).

Inoltre, per percorrere la via della speranza e non “fuggire” dalla strada di Emmaus, dove il Signore ci incontra, vi invito a recuperare l’importanza del compito educativo in famiglia: da una famiglia che sa lasciarsi accompagnare dal Signore, come i due discepoli, e che sa a sua volta accompagnare, potremo essere generativi di una umanità sana e credente. Non è una novità che tutti siamo stati pieni di stupore per le meraviglie che il Signore ha compiuto in un giovane che è stato beatificato di recente, Carlo Acutis, adolescente “millennial” come i vostri figli. Pregheremo, perciò, per le nostre famiglie perché diventino il luogo dove i genitori sappiano guidare i loro figli con amore e fede, e i figli sappiano crescere con libertà e responsabilità, con uno slancio nuovo per la loro esistenza di credenti.

Pregheremo, naturalmente, perché cessi la pandemia e l’intera umanità possa conoscere nuovi momenti di serenità, segnati da quanto di importante ci sta insegnando questo tempo, soprattutto la cura delle persone e delle relazioni.

Pertanto vi aspetto. Nell’attesa, vi saluto affettuosamente e vi benedico.

 

    † Luigi Renna

Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano

Ufficio di Vice Postulazione per la Causa di Canonizzazione del Venerabile “Mons. Antonio Palladino” – Comunicato Stampa

La diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano, ufficio di vice-postulazione della causa di beatificazione,  e la Congregazione delle Suore Domenicane  del Santissimo Sacramento hanno organizzato, in occasione del 139° anniversario della nascita del Venerabile don Antonio Palladino (1881-1926), sacerdote di Cerignola per il quale è in corso la causa di beatificazione, che ricorrerà il prossimo dieci novembre, il seguente programma.

Martedì 10 novembre 2020, nella chiesa parrocchiale di San Domenico, ove il  Venerabile è stato primo parroco per diciassette anni, alle ore 19,00 sarà celebrata una Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano. Seguirà la presentazione del fumetto Don Antonio Palladino il Don Bosco di Cerignola. Introduce Mons. Carmine Ladogana, vice postulatore della causa di beatificazione; intervengono il Dott. Nicola Pergola e Pasquale Bufano, curatore e disegnatore del volume. Le conclusioni della serata sono affidate al Vescovo Mons. Luigi Renna. Il tutto si svolgerà nell’assoluto rispetto della normativa anti covid vigente.

La causa di beatificazione di don Antonio Palladino il 18 agosto 1994 ottenne dalla Santa Sede il nulla osta per l’inchiesta e l’avvio del processo diocesano. Il 10 dicembre 2010 Papa Benedetto XVI, lo proclamò Venerabile. Mentre dal 15 maggio 2019 i suoi resti mortali riposano nella chiesa parrocchiale di S. Domenico in Cerignola, dove da parroco tradusse in atti concreti il suo amore per Cristo, avvicinando la chiesa ai poveri e i poveri a Dio.

Cerignola, 3 novembre 2020

Mons. Carmine Ladogana

vice postulatore

La “Nota per la Commemorazione dei Defunti” del vescovo Luigi Renna

È in distribuzione nelle parrocchie in questi giorni la “Nota per la Commemorazione dei Defunti” a firma del vescovo Luigi Renna. Con il documento, il pastore della Chiesa di Cerignola-Ascoli Satriano – nel ricordare che “le precauzioni per evitare il diffondersi del Covid-19 hanno portato i Comuni ad emanare delle disposizioni che limitano l’accesso ai cimiteri, ed hanno altresì sollecitato la Penitenzieria Apostolica ad estendere la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria a chi visita i luoghi dove riposano i nostri cari defunti, a tutto il mese di Novembre” – esorta i diocesani ad attenersi alle norme emanate, nella consapevolezza che “la pietà verso i defunti quest’anno si veste anche del sacrificio di qualche restrizione per un bene maggiore, ossia la salute pubblica”, invitandoli a non recarsi “in massa il 2 novembre a visitare le tombe dei nostri cari, ma di programmare in tutto il mese un tempo nel quale compiere questo gesto di pietà”.

“Il 2 novembre – sottolinea il Vescovo – non tralasciamo di partecipare alla S. Messa in suffragio dei nostri cari: cioè sarà possibile solo nelle nostre chiese e non nel cimitero, né all’aperto, né tantomeno nelle cappelle comunali. I sacerdoti sono invitati a prevedere più celebrazioni eucaristiche durante quella giornata, solo nelle chiese parrocchiali, per permettere a tutti di suffragare i propri cari defunti e celebrare il memoriale della Passione Morte e Risurrezione del Signore che nutre la nostra speranza”. Sarà opportuno – continua mons. Renna – “solennizzare in tutte le chiese l’ottavario per i defunti, tempo propizio per la preghiera per i nostri cari e per meditare sui misteri delle realtà ultime e sulla speranza della risurrezione. Non dimentichiamo inoltre che i defunti si possono suffragare oltre che con la S. Messa e con la preghiera, anche con le opere di carità verso i poveri”.

Inoltre, dal 2 all’8 novembre 2020, ogni mattina, sulla pagina Facebook – Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, alle ore 7,45, il vescovo Renna offrirà una riflessione sul tema: “Il tempo in cui cadono le foglie. Ricordando i nostri cari defunti nella speranza della Resurrezione”.