Author: pierluigimastroserio

AVVISO PUBBLICO ESPLORATIVO FINALIZZATO ALL’ESPLETAMENTO DI PROCEDURA NEGOZIATA DI LAVORI DI RESTAURO E ADEGUAMENTO FUNZIONALE DELLA BIBLIOTECA PARROCCHIALE “SAN TOMMASO D’AQUINO”

IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO RENDE NOTO
-che la stazione appaltante PARROCCHIA CRISTO RE di Cerignola, dovendo effettuare i Lavori diRESTAURO E ADEGUAMENTO FUNZIONALE DELLA BIBLIOTECA PARROCCHIALE “SANTOMMASO D’AQUINO” pubblica avviso al fine di individuare, nel rispetto dei principi di cui all’articolo30 e 36 coma 1 del Codice dei Contratti, gli Operatori economici da invitare a successiva proceduranegoziata ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di cui all’art. 1 comma 2 lettera b) del decreto-legge 16luglio 2020, n. 76 convertito in Legge 11 settembre 2020, n. 120 (“Decreto Semplificazioni”);
-che in caso di indagine di mercato, ai sensi del paragrafo 5.1.4. delle Linee Guida n. 4, di attuazione delD.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiorealle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatorieconomici”, approvate dal Consiglio dell’Autorità con delibera n. 1097, del 26 ottobre 2016 e successiviaggiornamenti ( l’ultimo è avvenuto con delibera del Consiglio n. 636 del 10 luglio 2019 al decreto legge 18aprile 2019, n. 32, convertito con legge 14 giugno n. 55, limitatamente ai punti 1.5, 2.2, 2.3 e 5.2.6) ladurata della pubblicazione dell’avviso di indagine di mercato è di 15 giorni…

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Il nostro Natale, fra decreti degli uomini e progetti di Dio che danno speranza – Omelia nella Santa Messa della Notte di Natale

“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra” (Lc 2,1). Mai come in quest’anno siamo stati messi nella condizione di comprendere il senso di un decreto volto a regolamentare la vita civile: la situazione della pandemia ci accomuna ad altri popoli per i provvedimenti presi dalle autorità competenti, per il nostro bene comune. Il decreto di Cesare Augusto, per censire gli abitanti del vasto Impero romano, mobilitò le popolazioni perché andassero a farsi registrare nel loro luogo d’origine; i decreti di questi giorni ci costringono a fermarci e regolamentano giustamente i nostri spostamenti, per salvaguardare la vita e la salute dei più fragili.

Nelle pieghe di questo momento storico, i progetti di Dio avanzano silenziosamente e non vengono intrappolati: Dio agisce sempre con il suo amore di Padre ed illumina anche il nostro tempo, nel quale l’attenzione può essere giustamente catturata da ciò che responsabilmente dobbiamo fare o da ciò che ci manca, e per cui sentiamo sofferenza e dolore. Manifesto vicinanza e prego per i malati ricoverati nei reparti Covid, in attesa di vedere la luce al di fuori del tunnel; per tutte quelle persone che, in questi giorni, non potranno avere la gioia di riabbracciare i loro figli o i loro anziani genitori; inoltre, con voi tutti manifesto gratitudine a chi sta facendo il proprio dovere sia nelle corsie degli ospedali, sia per le strade, per controllare comportamenti che potrebbero essere nocivi alla salute pubblica.

Dio è nato e continuiamo a celebrare la sua nascita in tutte le epoche della storia perché da quando è stato dato alla luce a Betlemme dalla Vergine Maria, non ha mai abbandonato il mondo, e in esso misteriosamente continua ad agire con la forza della sua Grazia e attraverso la testimonianza di chi crede in Lui e si fa suo strumento. Non hanno fermato l’annuncio della sua nascita neppure quei decreti che hanno annunciato la morte di Dio nei Paesi che si sono proclamati atei; né lo fermeranno quelle leggi economiche che decretano nei loro sistemi la morte dei poveri o il loro sempre maggiore impoverimento.

I poveri ci sono ancora: sono la negazione della nostra capacità di essere fratelli e di attuare i progetti di Dio, e il Papa ci ricorda che “Quando si dice che il mondo moderno ha ridotto la povertà, lo si fa misurandola con criteri di altre epoche non paragonabili con la realtà attuale. Infatti, in altri tempi, per esempio, non avere accesso all’energia elettrica non era considerato un segno di povertà e non era motivo di grave disagio. La povertà si analizza e si intende sempre nel contesto delle possibilità reali di un momento storico concreto” (Fratelli tutti, 21).

Gesù Cristo è nato e l’annuncio della sua nascita si diffonde nel mondo ripetendo quelle espressioni che furono proclamate ai pastori, primi destinatari non dei decreti di Cesare, ma di quelli di Dio che, nel suo protocollo e nelle epigrafi delle sue missive, privilegia sempre i poveri; e noi forse non l’abbiamo ancora capito. Alla vista dell’angelo i pastori si impauriscono e anche per loro risuona quel “Non temete!” che non ci lascia soli nella storia. Non lascia sola Maria, Giuseppe, neppure Zaccaria, il padre del Battista, povero di fede e di speranza. Questo invito carico di speranza nel futuro è stato il messaggio che come Vescovo ho voluto consegnare ad ognuno, come eco di quello dell’angelo, messaggero di Dio. E ad esso ho accostato le parole di un annunciatore della pace come don Tonino Bello, che esorta, quando la paura bussa alla nostra porta, di inviare ad aprire la fede, la speranza, la carità, per ricevere la bella sorpresa, che essa ha già tagliato la corda, e dietro la porta non troviamo più nessuno.

L’angelo che appare ai pastori dà sostanza al suo messaggio e non si ferma ad una vuota rassicurazione perché prosegue: “Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2,11). Anche qui la notizia è delle più belle. Anzi, la più bella. Perché quei pastori al fuoco dei loro bivacchi non si sentissero esclusi, come di fatto lo erano già, dal Tempio, dalle piazze, dai giorni di festa, ma fossero i primi invitati a far visita al Signore, ed è per questo che ricevono un segno con cui lo riconosceranno: il Salvatore sarà un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. Un segno non di distinzione, ma di vicinanza alla loro condizione, perché forse anche le loro mogli, quando portavano loro il cibo dalle loro case, posavano i loro lattanti sulla paglia, nelle mangiatoie delle stalle.

La mangiatoia e le fasce sono il segno distintivo di Dio fatto uomo, segno di vicinanza, di prossimità, di fraternità, che sovverte tutti i canoni umani, anche quelli della Rivoluzione francese che, in cima agli alberi della libertà, ha issato il trinomio libertà, uguaglianza, fraternità. Gesù Cristo non parte dalla libertà, né dall’uguaglianza, ma dal sentirsi fratello, per farci capire quando si è davvero liberi dai lacci dell’egoismo: se ami una persona come un fratello, non la incateni ai tuoi pregiudizi, alle tue voglie, a un salario di fame che ne fa solo un dipendente o, peggio, lo rende schiavo. Se ami uno come un fratello lo consideri uguale, figlio dello stesso Padre che è nei cieli.

Papa Francesco ce lo ha ribadito: che cosa accade se la libertà non è animata dalla fraternità? Egli risponde: “Succede che la libertà si restringe, risultando così piuttosto una condizione di solitudine, di pura autonomia per appartenere a qualcuno o a qualcosa, o solo per possedere e godere. Questo non esaurisce affatto la ricchezza della libertà, che è orientata soprattutto all’amore” (Fratelli tutti, 103).

E cosa accade se si vuole essere uguali, ma senza passare dalla fraternità? Risponde ancora il Papa: “Neppure l’uguaglianza si ottiene definendo in astratto che ‘tutti gli esseri umani sono uguali’, bensì è il risultato della coltivazione consapevole e pedagogica della fraternità. Coloro che sono capaci solamente di essere soci creano mondi chiusi” (Fratelli tutti, 104).

Quella notte, il “Non temere!” si è arricchito di una certezza, che cioè Dio si è fatto vicino, che tutti gli uomini sono amati dal Signore, che Dio è venuto ad indicare una strada di salvezza per i credenti, ma anche per i non credenti, che è la fraternità.

E allora, mentre i decreti, come al tempo di Cesare Augusto, vogliono giustamente regolare la nostra vita civile, scopriamo che i progetti di Dio vanno oltre, e ci fanno andare al di là delle preoccupazioni del momento, perché ci interpellano per un futuro migliore. Ci invitano a non temere e ad andare verso gli altri con l’umiltà di chi si sente fragile – la pandemia ce lo ha ricordato – e nessuno si può sentire estraneo agli altri.

I progetti del Signore ci invitano ad andare verso gli altri come verso fratelli, e a misurare la nostra libertà e il nostro desiderio di essere uguali con la verità della fraternità. La pandemia ci aiuti ad essere meno egoisti, più solidali, più consapevoli della fragilità nostra e degli altri, più fratelli.

Il sigillo di Dio a questo annuncio è il canto degli angeli “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore”: cioè tutti gli uomini, perché Dio ama tutti!

Il sigillo dei pastori è il loro muovere i passi verso il Dio fatto Bambino, il Figlio di Dio che si è fatto nostro fratello, in una transumanza che ci fa uscire da egoismi e assopimenti della nostra fede, nei quali, se ci crogioliamo, perdiamo la gioia di incontrare il Signore. Perciò, come i pastori, “Andiamo fino a Betlemme”. Ognuno sa quale Betlemme lo attende, per incontrare Cristo Gesù, per incontrare il fratello.

 

 

† Luigi Renna

Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano

Un Natale che infonde Speranza

Domenica, 20 dicembre 2020, durante la recita dell’Angelus, papa Francesco ci ha invitato a dare una mano a chi ha più bisogno per celebrare il vero Natale. “In questo tempo difficile, anziché lamentarci di quello che la pandemia ci impedisce di fare, facciamo qualcosa per chi ha di meno: non l’ennesimo regalo per noi e per i nostri amici, ma per un bisognoso a cui nessuno pensa”, ha affermato il Pontefice, offrendo ai fedeli un “consiglio” per il Natale: “Perché Gesù nasca in noi, prepariamo il cuore, andiamo a pregare, non ci lasciamo portare avanti dal consumismo, da quella frenesia di fare cose, cose, cose”. “Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto a quanti sono nell’indigenza, il fratello che soffre dovunque si trovi: il fratello che soffre ci appartiene, è Gesù nella mangiatoia”. “Incontreremo davvero il Redentore nelle persone che hanno bisogno” ha sottolineato papa Francesco.

La città di Cerignola ancora una volta ha risposto all’appello sia del Papa che della Caritas diocesana. In questo periodo tante sono state le famiglie che hanno espresso un gesto di solidarietà nelle Caritas parrocchiali e tante le aziende che hanno sostenuto la Caritas diocesana:

 

COLDIRETTI- FOGGIA; AGRI. Cer. di Vincenzo Cirulli srl; PUGLIA FOOD di Amato Sante; CGIL SANITASERVICE – CERIGNOLA; ALLIANZ ASSICURAZIONI – CERIGNOLA; MOLINI AMORUSO – FARINE DAL 1958; LIONS CLUB – CERIGNOLA; ROTARY CLUB – CERIGNOLA; SUPERMERCATI CONAD – FRATELLI MORANO – CERIGNOLA; SOCIETÀ SPORTIVA AUDACE CERIGNOLA; IPOSEA S.R.L.;  PROFUMO DI PANE – FRATELLI DILORENZO; FOCACCERIA/PANETTERIA TULLO NICOLA; CASEIFICIO ANDRIESE – BONTÀ GENUINA PERINA; FARMAVERDE srl di Luigi Argentino; AURESGROUP srl; UnipolSai di Fratepietro Domenico; GRUPPO MEGAMARK; Associazione La Cicogna di Cerignola; Arte e Sapori s.r.l. di Pino Merafina; Azienda AZZOLLINO.

 

“Grazie!” alla POLIZIA DI STATO – COMMISSARIATO di CERIGNOLA in prima linea anche nella raccolta di beni di prima necessità.

 

Un “Grazie!” a tutti coloro che hanno permesso a tante famiglie di vivere un Natale più sereno, a quanti in questo periodo hanno sperimentato la sofferenza, l’isolamento, la solitudine, un lavoro precario e sottopagato o addirittura la perdita del lavoro.

 

La pandemia ha messo a dura prova la vita di tante persone, costringendole spesso ad affrontare da sole dolori grandi come la morte dei propri cari o l’impossibilità di stare accanto a chi vive in sofferenza. Un Natale, però, che ci ha fatto riscoprire anche l’importanza di donarsi e di incontrare Cristo che nasce nel povero.

Il contagio della carità ci dà speranza perché ci aiuta a diffondere la cultura della solidarietà e dell’amicizia sociale che può riscattare la nostra Città.

 

† Luigi Renna

Vescovo

 

Sac. Pasquale Cotugno

Direttore Caritas diocesana

“Non temete: ecco vi annuncio una grande gioia” (Lc 2,10) – Il Messaggio per il Natale 2020 del vescovo Luigi Renna

In un tempo caratterizzato “da una giusta prudenza” per arginare la diffusione del Covid-19 e segnato “dalla tristezza per la perdita di qualche persona cara”, Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, invita i diocesani a non avere timore, facendosi voce “dell’annuncio degli angeli ai pastori nella notte di Natale”: “Non temete” diventa la certezza di “una Presenza che da quell’‘oggi’ di più di duemila anni fa, non ha più abbandonato l’umanità: il Figlio di Dio fatto uomo”, concretizzandosi nella “vicinanza orante a chi è malato, a chi sta piangendo un amico o un parente deceduto, a chi fa fatica a sorridere, a credere e a sperare”.

Speranza e fiducia impregnano una riflessione che, lasciandosi guidare dai protagonisti del presepe, individua nel tempo dell’attesa lo spazio utile per la realizzazione dei “progetti di Dio”: “Quel ‘Non temere’ – scrive il vescovo Renna – irrompa come un raggio di luce nelle fitte tenebre del mondo e fughi ogni paura! È una cosa terribile la paura, perché blocca le mani che non riescono più ad abbracciare, i piedi che non ardiscono più di camminare, gli occhi che non scorgono un orizzonte”.

Cita Ermes Ronchi, don Tonino Bello, John Henry Newman, il Vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano per ribadire, in forma chiara, che “Il Natale arriva per annunciarci una verità valida per ogni giorno dell’anno: ‘Oggi è nato per noi un Salvatore!’ è il motivo grande per non temere, perché questo Dio non ci fa fuggire dalla storia e dalla responsabilità, ma si ‘tuffa’ nella nostra umanità, e ci invita ad andare oltre le nostre piccole visioni ristrette, ci rassicura che Dio è premuroso verso i suoi figli, tutti ‘amati dal Signore’, e ci fa incamminare su una strada che porta alla luce”.

Scaturisce da tali premesse l’esempio da imitare ponendosi alla scuola di quei viandanti che, illuminati dalla luce del Natale, dopo aver ricevuto l’annuncio, “si mettono in cammino”: “Maria va incontro a sua cugina Elisabetta, Giuseppe va da Maria per prenderla come sposa, Zaccaria da sua moglie e la rende madre, i pastori vanno a Betlemme e adorano il Bambino avvolto in fasce, deposto in una mangiatoia”. Quello ieri continua a costituire il modello per l’oggi che, nel tempo della pandemia, diventa invito a “pregare in famiglia” o “da soli”; a “curare” e a “non abbandonare” per essere investiti dalla “valanga d’amore che travolge tutti con la carità”; a “essere prudenti” per “sentirsi responsabili della salute degli altri”.

Non manca, nel Messaggio del Vescovo, l’attenzione all’altro, nella constatazione che non è sufficiente condividere qualcosa, “ma la vita, con i suoi pensieri, le sue risorse, i suoi slanci”. “Dico a voi – è l’esortazione che mons. Renna rivolge ai ragazzi e giovani – avete pensato tra i regali da fare, anche un dono per una persona sola, povera, emarginata, magari anche sconosciuta? Provate a condividere! Diventate gli ‘artigiani della fiducia nel futuro’. E vi sentirete più felici!”.

A tale proposito la Diocesi ha organizzato, attraverso la Caritas, una raccolta alimentare nelle parrocchie, da domenica 20 fino a mercoledì, 23 dicembre 2020, per il sostegno di tante famiglie: ci si potrà recare nella propria parrocchia o alla sede della Casa della Carità, sita al Piano delle Fosse (in mattinata), per offrire un pacco dono che sarà distribuito alle famiglie seguite dalla Caritas.

Per gli adulti, l’invito del Vescovo diventa stimolo a evitare il “grande spreco” e l’“inutile fracasso” per un “Natale più sobrio”, sottraendosi alla “pessima usanza (…) degli spari e dei botti” perché la Notte Santa risuoni “di fede e gioia familiare”. A questo proposito, la “Preghiera davanti al presepe” offre uno schema che invita la famiglia, in questa situazione di emergenza, a vivere un momento di preghiera.

Un piccolo segno della Natività del Signore, inoltre, sarà la proiezione di una immagine della Madonna col Bambino sulla facciata del Duomo, dal 19 dicembre al 6 gennaio: grazie ad alcuni benefattori che sono voluti rimanere anonimi e alla Curia Vescovile, questo segno di fede e di speranza illuminerà la città.

Scomparso don Claudio Visconti, vice parroco della chiesa dello Spirito Santo

È venuto a mancare oggi, 19 dicembre 2020, nell’Hospice “Mons. Aurelio Marena” di Bitonto, don Claudio Visconti, 55 anni, vice parroco della chiesa dello Spirito Santo a Cerignola. I funerali, presieduti da Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, vescovo della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, si svolgeranno lunedì, 21 dicembre 2020, con inizio alle ore 10, nella Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo a Cerignola. Al termine la salma raggiungerà Carapelle.

Nuovo Preside della Sezione di Cerignola dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e Priore della Sezione dell’Ordine Equestre dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme di Cerignola, ha il piacere di annunciare che il Luogotenente dell’Ordine per l’Italia Meridionale Adriatica, il Cav. di Gran Croce, Prof. Ferdinando Parente, ha nominato Preside della Sezione di Cerignola il dott. Gerardo Rinaldi.

Al nuovo Preside vanno gli auguri del Priore, dell’Assistente Spirituale monsignor Vincenzo D’Ercole, dei Cavalieri e delle Dame.

Al carissimo Grande Ufficiale dottor Salvatore Paolicelli, Preside uscente, si esprimono sentimenti di gratitudine per il servizio reso con dedizione, precisione e gratuità all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, e pro Terra Santa, con numerosi ingressi di nuovi Cavalieri e Dame, con iniziative culturali e caritative

Adorazione eucaristica giovane con Carlo Acutis

Secondo incontro di preghiera presso la parrocchia del Ss. Crocifisso di Cerignola con la guida di Carlo Acutis, che in questo periodo assume un piccolo momento di riflessione di Avvento. Durante la preghiera saremo invitati a porre ai piedi di Gesù Eucaristia il nostro dono in natura per la caritas parrocchiale per poter sostenere le famiglie in difficoltà per il prossimo Natale

Dialogo sulla fraternità con don Bruno Bignami, Direttore dell’Ufficio Nazionale di Pastorale Sociale e del Lavoro

“La fraternità non è solo il risultato di condizioni di rispetto per le libertà individuali, e nemmeno di una certa regolata equità. Benché queste siano condizioni di possibilità, non bastano perché essa ne derivi come risultato necessario. La fraternità ha qualcosa di positivo da offrire alla libertà e all’uguaglianza. Che cosa accade senza la fraternità consapevolmente coltivata, senza una volontà politica di fraternità, tradotta in un’educazione alla fraternità, al dialogo, alla scoperta della reciprocità e del mutuo arricchimento come valori? Succede che la libertà si restringe, risultando così piuttosto una condizione di solitudine, di pura autonomia per appartenere a qualcuno o a qualcosa, o solo per possedere e godere. Questo non esaurisce affatto la ricchezza della libertà, che è orientata soprattutto all’amore” (FT, 103).

Si terrà mercoledì, 16 dicembre 2020 alle ore 20, sulla pagina Facebook della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano il primo di due incontri dedicati all’enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti” sulla fraternità e sull’amicizia sociale. In questo primo incontro interverrà don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Nazionale di Pastorale Sociale e del Lavoro/Cei. Introduce e modera l’avv. Gaetano Panunzio, direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro. Concluderà Sua Ecc. Mons. Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano.

L’iniziativa è organizzata dalla Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro, dall’Azione Cattolica Diocesana, dal Coordinamento Diocesano dell’Associazionismo Laicale e dalla Sezione Diocesana del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale.

Come avviare una nuova attività?

In questa serie di incontri con imprenditori e professionisti scopriremo come avviare una nuova attività e gli aiuti economici messi in campo dagli enti pubblici. Bandi disponibili, criteri di partecipazione, opportunità per far fronte all’emergenza economica dovuta alla pandemia. Ne parliamo martedì 15 dicembre, live dalla pagina Facebook Progetto Policoro Diocesi Cerignola – Ascoli Satriano con Andrea Lotito, progettista e formatore. Un focus utile a tutti quei giovani che stanno pensando di aprire una loro attività e vogliono conoscere metodi e strumenti utili per farlo. Conduce Fabio D’Imperio, Animatore di comunità Progetto Policoro Cerignola – Ascoli Satriano.